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Capitolo 17: sorriso sornione

Pettino frettolosamente i capelli per poi raccoglierli in una coda alta, sbircio fuori dalla porta, inclinandomi indietro, e vedo la tenera bassotta dormire beatamente sul divano, dovrΓ² lasciarla a casa da sola, tra poco comincio il mio turno al bar. Per la ormai centesima volta butto un occhio allo schermo del cellulare, tutto tace, Andi Γ¨ sparito nel nulla mentre Don Lo Greco non mi ha ancora fatto chiamare, il fatto che Adam Wood sia ancora vivo non dev’essergli ancora giunto alle orecchie. Saluto Charlotte e mi precipito giΓΉ dalle scale per poi saltare velocemente in auto, quando arrivo trovo il bar ancora tutto spento, ma che sta succedendo in queste ultime ore? Infilo la chiave nella porta e vado poi nel retro ad accendere le luci. Approfitto della tranquillitΓ  per sistemare la dispensa, facendo avanti e indietro, finchΓ¨ improvvisamente non mi ritrovo di fronte un Brendon decisamente poco elegante ma parecchio arrabbiato. “Si puΓ² sapere dove sei stata tutta la notte e soprattutto perchΓ¨ non hai fatto fuori quell’idiota?” mi sussurra all’orecchio afferrandomi per un braccio per avvicinarmi. “Potevi chiamarmi, se eri cosΓ¬ preoccupato, invece niente, telefono completamente privo di notifiche, sia tu che l’altro idiota mi avete completamente abbandonata. Wood ha avuto un’emergenza, a quanto pare un imprevisto capitato alla moglie, e me lo sono vista sfuggire come fumo tra le dita. Ora sto solo aspettando una telefonata o direttamente una pallottola nel cranio, e tu sai solo rimproverarmi, solo perchΓ¨ per una volta un piano non Γ¨ andato in porto? Ho giΓ  quello di riserva se ti interessa saperlo, ed agirΓ² non appena avrΓ² finito il turno. Ricordati Brendon che…” la porta del bar si spalanca e fa il suo ingressso un goffo e spettinato Detective. Ci mancava solo lui! Cosa fa qui cosΓ¬ presto e soprattutto come gli Γ¨ venuta l’idea di venirci visto il disastroso esito dell’appuntamento di qualche giorno fa. “Brendon, che ti Γ¨ capitato, hai dormito sotto ad un ponte questa notte?” esclama Evans divertito “Signorina, noi due abbiamo un conto in sospeso, non faccia la furba, mi sono accorto della sua sparizione nelle ultime ore!” mi dice lanciandomi uno sguardo sornione. Un altro che si fa gli affari miei, “Ho avuto tanto da fare, un amico non si Γ¨ sentito bene, mi sono occupata di lui!” mento, perchΓ¨ altro non posso fare. Sean, che fino a prova contraria Γ¨ il proprietario del locale, fa capolino dall’ingresso con un grande sorriso “Per fortuna esisti Becca! Ho un appuntamento con la mia principessa stamattina, ho scordato di dirtelo, sono passato al volo per farlo ora, il bar Γ¨ nelle tue mani! abbine cura!” e richiudendosi la porta alle spalle, sparisce cosΓ¬ com’Γ¨ apparso. Qualcun altro vuole aggiungersi alla lista delle persone che vorrei strangolare stamattina? Brendon senza neppure bere un caffΓ¨ si mette in testa il suo cappello e si congeda bruscamente, rifilandomi un’ultima occhiataccia prima di uscire, Evans invece mi osserva con un sogghigno stampato in faccia mentre con la mano si massaggia la barba. “Cosa c’Γ¨ da sorridere adesso? Detective oggi non Γ¨ giornata!” gli dico sperando che questi bruschi modi lo mandino su tutte le furie, “Sei bella quando sei arrabbiata, o meglio, quando ti togli per un attimo la maschera e fai vedere chi sei davvero, umana come tutti noi…” mi dice lui in modo serio. D’istinto lo schiaffeggio con lo straccio che tengo in mano, come per scacciarlo. “Siamo proprio nervose oggi! Ti prometto che se mi prepari uno dei tuoi caffΓ¨ divini me ne vado subito e ti lascio in pace…” promette, ma io che sono lungimirante giΓ  gli sto appoggiando una tazza sotto il naso. “Buona giornata Detective!” scandisco le lettere dell’ultima parola e me ne vado nel retro, poco dopo sento il cigolio ed il successivo rumore della porta che si richiude. Finalmente! Ora che se ne sono andati tutti avrΓ² il tempo di pensare… Adam, questa sera nessuno rovinerΓ  il nostro appuntamento, fosse l’ultima cosa che faccio! Il telefono squilla, corro e con le mani che mi tremano lo estraggo dalla borsa. Scampato pericolo! E’ Andi. Adesso mi sente!

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