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Capitolo 18: la maschera di bellezza.

“Buongiorno, sono Anna Minali, ho alloggiato da voi la notte scorsa, mi chiedevo se fosse possibile riservare una stanza anche per oggi, ho deciso di fermarmi a L.A. un giorno in piΓΉ! So che avete delle camere con vista cittΓ , quella in cui ho dormito io aveva un bel panorama ma mi piacerebbe cambiare, sarebbe possibile accontentare il mio capriccio?” domando cortesemente alla gentile ragazza dall’altro capo del telefono. Ovviamente la mia richiesta viene esaudita. Anche la camera di Adam Wood ha la vista da quel lato, non dovrebbe essere difficile raggiungere la sua terrazza. Ho scoperto sui social che la moglie ha avuto un brutto incidente, fortunatamente non mortale, e pertanto rimarrΓ  nell’ospedale della cittΓ  per qualche giorno, lui sarΓ  costretto a fermarsi quindi suppongo avrΓ  prolungato il suo soggiorno presso l’Hotel, per sicurezza chiamo la reception fingendomi la sua segretaria e ricevo conferma. Questa volta deve filare tutto secondo i piani, non sono ammessi scivoloni. Il mio cellulare squilla e dopo tante ore di silenzio appare sullo schermo il nome di quel mentecatto di Andy. “Alla buon’ora! Ti rendi conto di avermi abbandonata nel bel mezzo di una missione estremamente importante? Se fossi qui ti prenderei a schiaffi su quella tua pelata lucida, disgraziato che non sei altro! Charlotte Γ¨ qui a casa con me, mi ha detto di dirti che non ha piΓΉ intenzione di vederti, l’hai proprio fatta arrabbiare!” gli dico inventando questa storia, poi aspetto silenziosamente una spiegazione che non tarda ad arrivare. ” Quando ci vedremo potrai sfregiarmi la faccia, prima perΓ² ho da dirti una cosa che sono certo mi farΓ  perdonare all’istante!” comincia il suo discorso con ironia, ma Γ¨ nel suo stile, non mi aspettavo altro da lui. ” Ricordi la bellissima Nina Diaz, la moglie del candidato a sindaco Mr. Peterson? Quella che abbiamo visto alla mostra?” prosegue dopo il mio assenso ” abbiamo passato la notte insieme per definire ogni dettaglio del piano. Sono stato costretto a tenerti all’oscuro e soprattutto il piΓΉ lontano possibile da lei per non destare troppi sospetti, lei Γ¨ la nostra infiltrata, con il suo fascino ha sedotto l’uomo che ora Γ¨ innamorato perso e la tiene al corrente di ogni sua minima decisione e spostamento. Don lo Greco Γ¨ stato chiaro quando ha detto che tassativamente il ruolo di sindaco deve spettare a Barker per altri quattro anni. Nina ci fornirΓ  le corrette informazioni per, come dire… impedire al suo fidanzato Peterson di vincere le elezioni. Per ora non ti do altre informazioni, sappi che quel giorno sarΓ  presente anche lei in veste di vittima sconvolta, quindi comincia ad organizzare uno dei tuoi infallibili attacchi, poi nel week end ne riparliamo.” racconta tutto d’un fiato ed io rimango senza parole. La ormai breve lista dei futuri deceduti a causa mia sta per estinguersi, bravo Andy, mi fa piacere vedere che, ogni tanto, sai usare quel cervellino bacato che ti ritrovi. “Bravo pelatino! Ora ti saluto, devo vestirmi di nero per affrontare un grave lutto che colpirΓ  oggi la cittΓ  di los Angeles!” esclamo entusiasta. “Riposa in pace Notaio Wood!” risponde lui con solennitΓ , poi riattacca. 
Apro la porta della mia camera d’albergo impeccabilmente vestita, con il mio tailleur rosso e la mia folta e scura parrucca, la bassottina al mio fianco anche se questa sera non avrΓ  alcun ruolo. Spalanco le grandi vetrate che portano sull’altrettanto grande terrazzo, la vista da quΓ¬ Γ¨ magnifica, la cittΓ  Γ¨ viva e con l’imbrunire coninciano a vedersi le luci accese nei grattacieli, chissΓ  magari una sera ci porto il Detective! Potremmo prendere da bere e farci portare la cena preparata dallo Chef pluristellato dell’Hotel, guardare questo panorama raccontandoci i nostri piΓΉ profondi segreti… Ma cosa sto pensando! Mi sono forse rincretinita? Il detective? Pronto Rebecca, rimettiamo i piedi a terra. Mi crogiolo ancora un po’ in questa sensazione di cuore leggero, consapevole del fatto che non farΓ  che aggravare la situazione quando sarΓ² costretta a sparire da questo posto.  Indosso maglia e pantalone nero, lego i capelli della parrucca in una treccia e mi preparo mentalmente per il colpo, meglio tenere la pistola nella fondina intorno alla gamba o in vita? No, l’ideale Γ¨ la classica posizione vicino al costato. Pazientemente attendo il momento in cui sento la voce di Wood espandersi nel corridoio, la sua stanza Γ¨ due camere a destra della mia. Sono pronta, mi siedo a cavalcioni del muro che fa da cornice al terrazzo, poi con estrema concentrazione ed equilibrio mi alzo in piedi e mi preparo per saltare su quello a fianco, ci separano piΓΉ o meno due metri, mentre dall’asfalto credo circa quaranta metri. Non posso piΓΉ nΓ¨ guardare in basso nΓ¨ temporeggiare, inspiro e salto. Atterraggio perfetto e silenzioso, sbircio all’interno della stanza e la vedo vuota. Ora manca un altro salto e sarΓ² arrivata a destinazione. Mi preparo nuovamente e con uno slancio mi butto verso il muro che fa da cornice al balcone del notaio, mi sento sospesa in aria, accade tutto in meno di una manciata di secondi, mi rendo conto che la distanza non Γ¨ la stessa che ho appena superato, con tutta la forza che ho mi aggrappo al cemento e rimango con le gambe a penzoloni nel vuoto. Inspiro ed espiro, poi prendo piΓΉ aria possibile nei polmoni, e buttandola fuori faccio forza con le braccia riuscendo poi con la gamba a scavalcare il muro. Mi lascio cadere sul freddo pavimento del terrazzo e qui giaccio qualche istante prima di recuperare le piene facoltΓ  mentali. Sistemo i capelli mentre attentamente osservo l’allestimento esterno, come avevo previsto, nelle suite, Γ¨ presente un barbecue da poter usare a piacimento con o senza chef. La luce della camera Γ¨ accesa ma la vetrata per ora Γ¨ chiusa, mi avvicino all’oggetto prescelto ed afferrando una grossa pinza ed un tizzone comincio il mio sonoro concerto. Mi improvviso batterista di fuoco, certa che il rumore accattiverΓ  l’attenzione della mia vittima. La porta in vetri si spalanca e trovo di fronte a me un abbastanza sconvolto Adam in accappatoio, mi osserva perplesso, poi mi chiama per nome “Anna? Che ci fa Lei sul mio balcone?”. Sorridendo e posando la pinza gli rispondo “Sono passata per farti sentire qualcosa di bello, tipo una serenata ecco.. in realtΓ  sarΓ  l’ultima cosa che sentirai purtoppo…” continuo a sorridere mentre impugno l’arma dotata di silenziatore e premo il grilletto. Precisamente al centro della fronte, in perfetto mio stile, il proiettile segna la fine dei giorni dell’uomo che si accascia porgendomi una mano in segno di aiuto. Ed ora, chi ha voglia di rifare quel salto maledetto per raggiungere la mia terrazza? Purtoppo mi tocca, prendo fiato e mi butto. Dieci minuti dopo mi ritrovo comodamente sdraiata sulla Chaiselongue della mia stanza, mi fingo seccata alzando la cornetta del telefono che trovo sul tavolino accanto a me, “Si, buonasera signorina, sono Miss Minali, chiedo la cortesia di invitare il vostro ospite a contenersi con la musica ed il frastuono, credo alloggi sul mio stesso piano, mi pare di avere un batterista a fianco!” richiedo in maniera seccata. “Certo signorina, provvediamo subito!” risponde preoccupata la donna. “Visto Charlotte!”, dico guardando teneramente la cagnolina, “anche questa notte c’Γ¨ scappato il morto, meglio che se ne accorgano prima che cominci a far puzza”. Fiera del mio operato sorseggio champagne brindando alla mia salute. Le sirene dell’ambulanda e della polizia mi risvegliano improvvisamente, devo essermi appisolata, le luci rosse e blu illuminano il mio viso quando mi affaccio dalla terrazza per vedere ciΓ² che accade. Non posso credere di essere stata cosi stupida! Non ho pensato che avrebbero interrogato gli altri ospiti in cerca di testimonianze, ma soprattutto non ho valutato che il caso sarebbe stato affidato al detective Evans, comprendo tutto  notando la sua auto nel bel mezzo della strada. Ed ora che mi invento? Non posso scappare dall’Hotel, mi vedrebbero e si insospettirebbero, devo restare qui in camera e raccontare di ciΓ² che ho sentito, ma come non farmi riconoscere? Rifletto qualche istante frugando frettolosamente nella mia valigia, che colpo di genio! Mi infilo in bagno e mi trasformo nella donna che nessun uomo vorrebbe avere a fianco, quella che si prende la serata libera per farsi i tuoi trattamenti estetici casarecci. 

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